Manovra 2026: introduzione della tassa di 2 euro sui pacchi inferiori ai 150 Euro

Immagina il suono del corriere alla porta. Un pacco leggero, quasi quotidiano. Dal 2026, quel gesto familiare potrebbe avere un costo in più. Non enorme. Ma sufficiente a farti chiedere se cliccare “Acquista” valga sempre la pena.

Lo shopping online è diventato una vera e propria abitudine per molti di noi. I nostri ordini, piccoli e frequenti, hanno trasformato il modo in cui viviamo la nostra quotidianità. La logistica, nel frattempo, continua a lavorare incessantemente, macinando chilometri e processando una quantità enorme di dati.

La normativa, tuttavia, sta cercando di tenere il passo con questi cambiamenti. A partire dal 1° luglio 2021, l’UE ha eliminato l’esenzione IVA per gli acquisti dall’estero di basso valore, mantenendo però il limite di 150 euro come soglia per l’applicazione dei dazi doganali. Questo limite rappresenta un punto di svolta, sotto il quale non si applicano dazi, a meno di eccezioni specifiche. In questo contesto, emerge una nuova misura che potrebbe avere un impatto significativo.

rotolo di soldi
Manovra 2026: introduzione della tassa di 2 euro sui pacchi inferiori ai 150 Euro – flipbuilder.it

Negli ultimi mesi, si è discusso molto riguardo al carico amministrativo che i controlli sui pacchi a basso valore comportano. Questi pacchi, infatti, rappresentano un volume elevato di spedizioni con margini di profitto ridotti. Gli operatori del settore chiedono regole chiare, mentre i governi cercano di aumentare le entrate e mantenere l’ordine.

Nel 2023, la Commissione Europea ha proposto una riforma doganale che mira a rivedere proprio il regime dei pacchi di modico valore, segnando un momento di transizione importante. L’Italia, in particolare, si sta preparando a fare la sua mossa.

Cambiamenti in vista per il futuro dello shopping online: cosa prevede la Manovra 2026

La bozza della Manovra 2026 introduce una tassa fissa di 2 euro su ogni pacco con valore dichiarato inferiore a 150 euro. L’obiettivo di questa misura è duplice: coprire i costi amministrativi e disincentivare le micro-spedizioni ripetute. Al momento, mancano dettagli ufficiali e non è chiaro se questa misura riguarderà solo le importazioni extra-UE o anche le spedizioni intra-UE e domestiche.

donna che fa shopping online con smartphone
Cambiamenti in vista per il futuro dello shopping online: cosa prevede la Manovra 2026 – flipbuilder.it

Il meccanismo di addebito della nuova tassa potrebbe vedere coinvolti marketplace, corrieri e spedizionieri, che dovrebbero occuparsi dell’addebito automatico al momento del checkout o in fase di consegna, con successivo riversamento all’erario. Tuttavia, senza istruzioni formali, il quadro rimane ancora da definire.

Esempi concreti mostrano come l’impatto della tassa possa variare significativamente in base al valore dell’ordine: da un notevole +20% per un ordine da 9,99 euro, a un più contenuto +6,9% per un ordine da 29 euro, fino a un quasi impercettibile effetto per ordini vicini alla soglia dei 149 euro. Questo nuovo scenario potrebbe influenzare notevolmente il comportamento d’acquisto dei consumatori.

Una questione ancora aperta riguarda i resi: se un pacco viene restituito, la tassa verrà rimborsata? La risposta a questa domanda dipenderà dalla catena di incasso e dalle regole sui rimborsi, che al momento non sono ancora state definite.

L’abolizione dell’esenzione IVA per gli acquisti sotto i 22 euro è una realtà nell’UE dal 2021, e il limite dei 150 euro per i dazi fa parte del codice doganale unionale. La Commissione europea ha presentato nel 2023 un pacchetto di riforma doganale che include i pacchi a basso valore, con testi pubblici e consultabili sui portali UE. Per quanto riguarda la Manovra 2026, si tratta di una misura nazionale che sarà implementata attraverso atti dedicati, i cui dettagli operativi sono ancora in attesa di conferma.

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